sabato 24 marzo 2007

La via creativa al futuro digitale









Verso la Società dell�Informazione:
dal locale al globale e ritorno.

immagineCapitale e lavoro sono state le variabili centrali
nella società industriale, cosi� informazione
e conoscenza saranno quelle cruciali
nella società postindustriale�.

Questa affermazione di Daniel Bell
permette di rilanciare una convinzione:
una delle ricchezze del futuro sarà l�informazione.

Ma non è solo per la sua distribuzione
che si giocheranno le scommesse piu� importanti
negli scenari del prossimo millennio.


Il fulcro della questione non è infatti
nelle concentrazioni editoriali
più o meno convergenti tra i diversi media,
cartacei, televisivi o telematici.

E� nella capacità di produrre e riprodurre
l�informazione all�interno dello scambio sociale
che si svilupperanno le strategie più interessanti,
ancor di più se a �riprodurre�
l�informazione non saranno solo gli specialisti
(giornalisti e autori) bensì quegli utenti
dei sistemi informativi che attraverso
l�approccio interattivo esprimeranno
il loro diritto di cittadinanza
nella Società dell�Informazione.

E' di politica, quella vera, che si tratta.
E' di condivisione dello spazio pubblico
rappresentato dalle reti:
l'infrastruttura della Società dell'Informazione.

E' una società che deve ancora compiersi.
Ed è per questo che è decisivo saper guardare
alle nuove generazioni.

Sono loro i futuri soggetti attivi
di una socialità nuova
che darà forma e sostanza alla figura
che è ben definita
da uno dei soliti neologismi: �prosumer�:
il produttore-consumatore d�informazione.


L�utente della società dell�informazione
porta in questo modo con sé,
dentro la rete globale, la dimensione locale
della propria soggettività,
che può arrivare ad esprimere
la coscienza dinamica della propria cittadinanza.

E� in questo senso che sarà possibile ridefinire
il concetto stesso di informazione
a partire dal suo valore d�uso,
declinato cioè sul piano dell�esperienza diretta
quella che riguarda i migliori possibili
per stare al mondo: dall�alimentazione
alla coscienza ecologica, imparando a scegliere,
affinando la propria capacità selettiva in un mondo
pervaso dagli automatismi.

Un�indicazione importante, questa,
per una nuova generazione che rischia
di entrare nella società dell�informazione
solo attraverso quel
�cliccare a vanvera� che vizia il concetto
d�interattività.

Questi automatismi tendono a saturare
i rapporti con i media e con gli schermi in genere
(come per i videogame) velocizzando il rapporto
tra sguardo e interpretazione,
comprimendo la capacità d�attenzione.

Tant�è che si parla di sindrome da deficit d�attenzione
(ADHD: Attention Deficit Hyperactivity Disorder)
che può essere affrontato offrendo ai giovani
la possibilità di concepire l�interattività
come occasione di partecipazione attiva
e di produzione d�informazione basata
sull�esperienza diretta, ludica e creativa.


Questo approccio interattivo con il sistema informativo
è il terreno principale sul quale possono essere edificate
le strutture portanti di servizi telematici pubblici
sempre più avanzati e un sistema educativo
in grado di misurarsi con le nuove complessità.
Senza di questo qualsiasi portale web apparirà
come uno di quei gran portali di ranch visti
nei film western degli anni sessanta:
con il deserto dietro.

Oggi però, in questa fase di passaggio cruciale
che vedere superare la società industriale,
stiamo assistendo ad un andamento discontinuo,
scisso tra entusiasmi e diffidenze,
inibito paradossalmente da troppa offerta tecnologica.

Un problema quest�ultimo tutt�altro che secondario.


Il disorientamento che ingenera
l�andamento esponenziale
degli standard tecnologici
indebolisce molto quegli utenti
disposti a stabilire una misura
di relazione psicologica
con ciò che può rivelarsi utile.


Ma, attenti, non è solo una questione di nuove funzionalità.


Non è infatti solo una questione di soddisfazione dei bisogni
bensì una condizione potenziale che riguarda il desiderio:
la pulsione di comunicazione
non è così banale come alcuni la descrivono.

Il fenomeno dei blog,
i diari on line, è emblematica in tal senso.


immagineDopo la crisi editoriale del web, sull�onda negativa
dello sboom della new economy,
centinaia di migliaia di utenti hanno popolato la rete
partecipando a fenomeni di scrittura connettiva.

E� il sintomo di una socialità che sta emergendo.

Chi pensa che siano solo protocolli tecnologici sbaglia,
compie quello stesso errore che fece Platone
nell�affermare che la scrittura nega la memoria.

L�avvento della scrittura ha inventato
ulteriori forme di memoria così come
la comunicazione on line sta dimostrando
come si possa creare una socialità parallela
(e tendenzialmente convergente)
all�interno delle reti telematiche.


Sia chiaro senza società niente mercato. Anche nelle reti.


Uno dei modi migliori per misurarci con questa
problematicità è quello di creare le condizioni
perché sorgano domande, valori d�uso sociale
e culturale della comunicazione, per dare senso
a qualcosa che altrimenti rischia di perderlo
nel rumore di fondo di un comunicare che porta
ad amplificare il rumore di fondo dei media.


Si tratta quindi di potenziali utilizzi creativi
(dove per creatività s�intende la genialità dell�uomo
a creare opportunità)
a partire non solo dai bisogni ma anche dai desideri.


Interrogativi positivi da porre di fronte a tutte queste potenzialità
offerte e promesse.
immagine

In questo quadro è pienamente inscritta
tutta la necessità d�inventare nuovi ambiti
per la promozione e la formazione culturale, attivando opportunità in cui, accanto ai servizi
ad alto valore aggiunto tecnologico, serviranno sempre più creatività e partecipazione attiva.


Perchè questo accada è necessario che emerga però
una consapevolezza che vada oltre l�idea di utilizzare semplicemente dei nuovi strumenti tecnologici
per cogliere la novità di una rivoluzione digitale
in cui si va ridefinendo il rapporto tra uomo e mondo.

E' a partire da questo che è possibile instaurare
nuove basi per promuovere occasioni
di cittadinanza attiva rivolte ad una nuova generazione
che sta entrando nella Società dell'Informazione
senza sapere come costruire
condizioni
di scambio sociale.

E' di politica che si tratta, quella nata intorno
all'idea di "polis":
lo spazio pubblico da condividere.

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